1 Month in USA

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Ed ecco che oggi finisce il mio primo attesissimo mese oltreoceano.
Ebbene si, sono ancora viva e vegeta! Scusate se non ho dato segni di vita da quando sono partita ma e’ stato un mese molto movimentato.

Dire che le mie emozioni qui sono sulle montagne russe non rende abbastanza l’idea. La prima settimana e’ stato un mix tra lezioni, residui di jet lag, shock culturale, wakesurfing, compleanni e ospiti in giro per casa. Non e’ stato facile gestire la situazione e lavorare nel bel mezzo di un continuo via vai di gente. Ma ce l’ ho fatta e mi sento soddisfatta dei progressi fatti fino ad ora.

HOST FAMILY

La mia host family e’ davvero fantastica nonostante alcuni aspetti negativi. Qui sono tutti molto lunatici e il loro umore varia da come si svegliano al mattino. Appena ho capito questo aspetto ho imparato ad adattarmi. Sto anche cominciando a capire come gestire i bambini e a fargli rispettare le regole imposte (non e’ per niente facile qui). Il piu’ difficile e’ il bambino piu grande (13) che si sente di dettare legge per ogni cosa.

Il primo giorno che sono arrivata a casa, siamo andati in barca a fare wakesurfing/wakeboarding. E’ stato divertentissimo anche se si congelava e non c’era un filo di sole. Mentre il giorno successimo siamo andati a mangiare fuori per un 50esimo. Tutto era stato organizzato al dettaglio e ognuno aveva un posto e un tavolo assegnato.

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INGLESE

L’ inglese migliore di giorno in giorno. I primi giorni ero esausta e le uniche parole che uscivano dalla bocca erano Yes/No/Of course.
Mi risulta piu’ semplice parlare e interagire con i bambini che con i genitori. Parlano troppo veloce e tutto slangato. Quindi mi inceppo ancora quando parlo con loro ma mi faccio capire bene.
Il mio vocabolario si sta ampliando (Y)

VITA SOCIALE
Qui nella mia zona ci sono un sacco di Au pair e quindi e’ facile uscire e incontrarsi per un frappuccino o per un gelato. Forse un aspetto negativo e’ che tendo a cercare “l’italia” anche qui quindi principalmente tendo ad uscire di piu’ con gente italiana anche se so che e’ sbagliato! Ma ho conosciuto tedeschi, austriaci, colombiani e svedesi. Si vedra’ piu’ avanti perche’ ancora mi devo ambientare bene e ritagliare bene i miei spazi.

CIBO
Su questo argomento potrei aprire un capitolo ENORME. Parto dal fatto che qui non esiste il PRANZO ma esiste il BRUNCH che io adoro tanto. E’ una sorta di colazione/pranzo (si fa intorno le 10.30/11) si mangia principalmente uova, patate, pane tostato, bacon, salsicce, e se vuoi anche una bella bistecca. La dispensa e’ piena di schifezze (snack di tutti i tipi) e il frigo pieno di salse di ogni genere. Le prime settimane e stato difficile perche non ho mangiato molto ma adesso mi sto cominciando ad abituare! Per quanto riguarda la cena non mi posso lamentare perche’ si mangia tanta carne e anche pasta (anche se la fanno senza sale). Ho scoperto di essere ingorda di BROWNIES.
Inutile dire che qui esistono cose che non immagineresti mai (impasti gia fatti, latte da mettere nella pasta, vitamine che sono caramelle, e chi piu ne ha piu ne metta) e che mancano altrettante cose (come ad esempio le fette biscottate e i dolci della ferrero T.T).

SHOPPING
AMO lo shopping negli USA. Partiamo dal fatto che puoi restituire QUALSIASI COSA e ti ridanno indietro tutti i soldi. I saldi ci sono tutti i giorni dell anno e c’e un reparto a posta chiamato CLEARANCE dove puoi comprare di tutto a prezzi stracciatissimi solo perche’ ci sono prodotti della stagione passata. Le marche che in italia ci costano capitali qui non se le cagano nemmeno. Le cose di Ralph Lauren, Tommy Hilfiger, Calvin Klain, Abercrombie, Hollister, Levis, Polo te le tirano proprio dietro. Proprio per questo ora ho l’ armadio pieno!

CITTA VISITATE

Ho trascorso un weekend spettacolare a NEW YORK e HOBOKEN. Ho visto Times Square (di notte), Statua della liberta’, Central Park, CHina Town, Little Italy, 5th Ave (anche tutte le altre perche’ abbiamo camminato tantissimo), Madison square garden, Carlo’s Bakery, Grand Central, World Trade Center Memorial, Wall street.

COSE NUOVE:
Wakeboarding/wakesurfing
Feste di compleanno americane
Hot tube
Ice Bucket Challenge
Cerbiatti, volpi e scoiattoli nel vialetto
Car wash
Baseball court
Allarmi che cominciano a suonare mentre sei in casa da sola
Brunch
Persone strane in centro New York
Scuolabus gialli e regole stradali quando si incrociano
jogging nel vicinato
guida americana

Ci sentiamo presto!

Welcome to Connecticut!

Ecco a voi il mio futuro stato! Ho pensato di fare una mini ricerca in quanto so poco niente del territorio in cui andrò a vivere.

Il Connecticut è un miscuglio di città e campagna: oltre ai paesi e alle principali città abitate dai pendolari che lavorano a NYC, ci sono tranquilli villaggi coloniali immersi in un paesaggio rurale. Tra le principali attrazioni dello stato c’è l’Università di YALE, con numerosi musei di livello mondiale, il Mystic Seaport, ristoranti e locali notturni nel centro di New Haven, l’acquario marittimo e due grandi casinò indiani.

Lo stato del Connecticut si trova nella regione del New England e la capitale è Hartford.

Ha un territorio ricco di foreste e di laghi: il fiume Connecticut lo attraversa verso nord-sud e il suo lungo percorso tocca la capitale Hartford. Oltre alla capitale, altre città  degne di nota sono: New Haven, Bridgeport, Stamford, Waterbury, Danbury.

New Haven è una città ricca di verde ed è la sede dell’università privata Yale, la più antica degli Stati Uniti.

Bridgeport è considerata parte dell’area metropolitana di New York.

Danbury è collegata tramite il servizio ferroviario a New York. Troviamo anche l’areoporto municipale di Danbury e “Mall” un grande centro commerciale.

 

E questa è la mia futura cittadina: RIDGEFIELD!

See you Connecticut! 🙂